Una trilogia tra poesia e prosa. Le poesie sono parole concatenate, ispirate dalle vibrazioni dell’animo. Le poesie sono pillole. Pillole di saggezza. Non è facile trovare in queste una sensibilità così acuta e una lucidità così netta. È proprio da questa unione, dalla equilibrata fusione tra la purezza degli stati d’animo e la razionalità, che nasce la base per una raccolta di versi. Nel secondo volume lo scrittore ci regala atmosfere fresche e oscure allo stesso tempo, riflessioni sulla vita dal punto di vista di chi sta cominciando a viverla. In una raccolta di racconti, odi, lettere, poesie, l’autore afferma come la parola scritta abbia anche bisogno di un supporto visivo. All’interno infatti delle illustrazioni commentano il testo, arricchendolo degli spunti istintivi propri delle arti visive. Un sapore dolce e amaro allo stesso tempo. I piaceri della vita e della morte, in un’opera che sa di essere giusta in tutte le sue forme. Un libro indipendente, ricco di sfondi, per rendere omaggio al pensiero. L’opera ultima, simbolo d’inizio e non di fine, in cui sono raccolte le precedenti, ampliate con un’ampia sezione di inediti.
Nella prefazione al testo Pensieri e Parole – Opera Ultima,Gianni Belfiore, autore delle più belle canzoni di Julio Iglesias, scrive: Tutti parlano di poesia. Tutti si sentono poeti. I veri poeti però, sono pochi. Sono quelli che non sanno di esserlo. Per questi, il loro, è uno stato d’animo naturale, non sentono e non vedono la necessità di farsi chiamare tali, anzi, lo rifiutano. Gli altri, da fuori, per loro fortuna, vedono e sentono quello che sono, li riconoscono. Io ho riconosciuto tra queste righe un poeta, uno scrittore, ed anche se è difficile trovare la saggezza di un adulto in un ragazzo di venti anni, io credo d’averla trovata. Penna personale e maturità da vendere. Sembra quasi avesse vissuto un’altra vita per quello che ha scritto. Per non dimenticare che l’Italia è stata, è, e sarà, terra di poeti, vi auguro una buona lettura.


L’ opera prende spunto e riporta alla luce un’antica leggenda di cui fino ad oggi non si trovano che poche tracce, ridando a questa favola una nuova vita, e una nuova forma, attraverso un intreccio psicologico che ne stravolge l’inizio, la fine e ciò che sta nel mezzo.
La seconda edizione, uscita in edizione limitata, è accompagnata dalle illustrazioni grafiche del maestro d’arte Daniele Pacchiarotti. Nella postfazione al testo a cura di Ignazio Gori si sottolinea quanto il desiderio a volte permette di vivere storie parallele che non tutti possono attraversare, di come Di Matteo sappia rievocare antichi fantasmi e renderli, ancora una volta, originalmente vivi, e come l’autore sia capace di trasportarti in mondi sognanti e sognati, dove il sorriso, come nei film di Chaplin, è la più potente pozione di ogni giorno.
Lo scambio epistolare di due amici che si cercano. Parole usate come fossero “ago e filo per cucire le distanze. Il racconto di un amore completamente irrazionale; la presenza di un enigmatico affresco raffigurante una splendida fanciulla; un tradimento che affonda le radici in un tempo lontano. Un viaggio alle sorgenti della Senna per ritrovare sé stessi. L’inganno di una divinità ostile ed egoista. L’amore che vince tutto e vincitore governa il mondo. Omnia vincit amor, e da qui il più importante quesito da risolvere: ci sono regole cui Esso debba sottostare? Oppure è lo stesso amore che alle volte distrugge? Ambiguità, colpi di scena ed inganno, nascosti nelle pieghe dell’intreccio, pagina dopo pagina, traghetteranno il lettore al di là dello spazio e del tempo.
La seconda edizione è impreziosita dalle illustrazioni in bianco e nero, impregnate di simbologia, curate dallo stesso autore e dalla prefazione del poeta e saggista Antonio Venezianiche sottolinea: La Venere Rea è una favola crudele e violenta, tragica e burlesca, apocalittica e fortunata come le favole vere. È una favola che unisce in un misterioso gioco passato e presente, realtà e fantasia, sacro e profano, tutto senza un vero inizio e una vera fine, tutte senza una reale prosecuzione, se non l’incontro-scontro del fatal divenir. Così non è strano che i miti greci si trasformino in lettere sul quotidiano, in conversazioni di due ragazzi con un’amicizia virile forse un po’ troppo sbilanciata; sempre con paesaggi reali Parigi, Roma, le sorgenti del Senna; e paesaggi inventati, metafisici e metaforici. È un mescolarsi continuo di realtà e magia, di soprannaturale e di terreno, sempre sostenuto da una scrittura semplice, ma che non manca mai di soprassalti poetici o finto filosofici, che non guastano affatto.
No Maria, io esco!non è un’autobiografia di Tina Cipollari, anche se lei stessa, insieme a Simone Di Matteo, ne è autrice; né si può definire biografia, seppure si parla di qualcosa che fa parte della sua vita. Racconta i punti di vista di un personaggio televisivo, sulla propria vita e sulle proprie esperienze (televisive). È dunque il libro del personaggio televisivo della Vamp-pop che ogni pomeriggio appare nel variopinto e frizzante programma di Maria De Filippi, Uomini e Donne.
Con ritmi ragionati, parole assortite ad arte come in un negozio di cristalli preziosi, il lettore è condotto per mano all’interno di una dimensione irreale, di dodici infinite spirali intorno alle quali i pensieri si annodano e si deformano per poi tornare, alla fine, alla propria origine, senza essere, però, più uguali.

