Dopo otto anni di assenza dalle librerie, Simone Di Matteo – scrittore, giornalista, opinionista e Direttore Responsabile della testata giornalistica www.lopinione.com – torna al suo primo grande amore: la letteratura. Lo fa con “Gli Occhi e la Rosa”, una favola moderna edita da Edizioni DrawUp, disponibile negli store e nelle librerie a partire dal 7 novembre.
“Amore non conosce che le parole dettate dal cuore
e risponde solo alla voce degli innamorati”
Conosciuto al grande pubblico come “L’Irriverente”, Di Matteo si è imposto per il suo stile pungente e fuori dagli schemi, capace di conquistare media e lettori. Ma dietro la sua ironia si cela da sempre un’anima profonda, ermetica e delicata, la stessa che aveva già emozionato nel fortunato e acclamato “L’amore dietro ogni cosa” (2016, DrawUp). Oggi, con “Gli Occhi e la Rosa”, l’autore riporta al centro la poesia: gli occhi di un giovane cuore, nascosti tra le spine di una rosa, si interrogano sul senso più autentico dell’amore, conversando con un colibrì, un gatto, un bruco e un corvo. Attraverso i loro dialoghi, il lettore viene guidato in un viaggio metaforico ed emozionante, capace di parlare a ogni età.
«Con “Gli Occhi e la Rosa” – racconta Di Matteo – ho voluto dare voce a quel linguaggio universale che tutti conosciamo, ma che troppo spesso dimentichiamo. È una favola, certo, ma al tempo stesso è lo specchio di ciò che siamo, di come amiamo e di come ci relazioniamo con gli altri. È un invito a non perdere mai di vista la semplicità e la profondità dei sentimenti».

“- La natura?
– Sì, la natura, l’origine, il fondamento dell’esistenza nella sua configurazione fisica e nel suo divenire biologico, norma estetica, e morale. Presupposto causativo, principio operante, madre di tutte le cose.
– E dimmi un po’ uccellaccio del malaugurio, cosa avrebbe a che fare questa natura con me?
– È semplice, scontato, e a tratti può risultare banale, devi sapere però che esiste un ordine logico per il quale ogni fiume che scorre giunge inesorabilmente al mare. Il variopinto colibrì, il gatto dal lucente ed ispido pelo nero, il bruco grasso, goffo, verde e giallo, io, te, il roseto, i boccioli, ma anche la terra stessa, ad esso apparteniamo ed è lì, seguendo le orme, che un giorno torneremo. Senza regole e leggi, vivremmo di illusioni contornati da bugie, in una confusione talmente grande da far impallidire il sole, e pure le stelle.
– E invece con l’amore?
– Soprattutto l’amore. È quello il motore, la scintilla.”
Il libro è arricchito dalla prefazione del poeta Bartolomeo (Theo) Di Giovanni, fondatore del movimento culturale “Una piuma per Alda Merini”; dalla postfazione di Renato Ongania, primo italiano selezionato nella commissione del Minorities Fellowship Programme 2025 dell’ONU; da una nota della giornalista Monica Landro e da un intervento personale dello stesso autore.
A completare il volume, l’opera pittorica di Paola Tratzi, in arte MySoul Art Colors, che dona al libro una cornice visiva all’altezza della sua intensità narrativa.
“Gli Occhi e la Rosa” è una favola che si legge come una parabola universale: delicata come un sussurro, potente come una rivelazione. Un viaggio nel cuore dei sentimenti, un testo capace di essere, al tempo stesso, favola per bambini e metafora esistenziale per adulti.


Una trilogia tra poesia e prosa. Le poesie sono parole concatenate, ispirate dalle vibrazioni dell’animo. Le poesie sono pillole. Pillole di saggezza. Non è facile trovare in queste una sensibilità così acuta e una lucidità così netta. È proprio da questa unione, dalla equilibrata fusione tra la purezza degli stati d’animo e la razionalità, che nasce la base per una raccolta di versi. Nel secondo volume lo scrittore ci regala atmosfere fresche e oscure allo stesso tempo, riflessioni sulla vita dal punto di vista di chi sta cominciando a viverla. In una raccolta di racconti, odi, lettere, poesie, l’autore afferma come la parola scritta abbia anche bisogno di un supporto visivo. All’interno infatti delle illustrazioni commentano il testo, arricchendolo degli spunti istintivi propri delle arti visive. Un sapore dolce e amaro allo stesso tempo. I piaceri della vita e della morte, in un’opera che sa di essere giusta in tutte le sue forme. Un libro indipendente, ricco di sfondi, per rendere omaggio al pensiero. L’opera ultima, simbolo d’inizio e non di fine, in cui sono raccolte le precedenti, ampliate con un’ampia sezione di inediti.
L’ opera prende spunto e riporta alla luce un’antica leggenda di cui fino ad oggi non si trovano che poche tracce, ridando a questa favola una nuova vita, e una nuova forma, attraverso un intreccio psicologico che ne stravolge l’inizio, la fine e ciò che sta nel mezzo.
La seconda edizione, uscita in edizione limitata, è accompagnata dalle illustrazioni grafiche del maestro d’arte Daniele Pacchiarotti. Nella postfazione al testo a cura di Ignazio Gori si sottolinea quanto il desiderio a volte permette di vivere storie parallele che non tutti possono attraversare, di come Di Matteo sappia rievocare antichi fantasmi e renderli, ancora una volta, originalmente vivi, e come l’autore sia capace di trasportarti in mondi sognanti e sognati, dove il sorriso, come nei film di Chaplin, è la più potente pozione di ogni giorno.
Lo scambio epistolare di due amici che si cercano. Parole usate come fossero “ago e filo per cucire le distanze. Il racconto di un amore completamente irrazionale; la presenza di un enigmatico affresco raffigurante una splendida fanciulla; un tradimento che affonda le radici in un tempo lontano. Un viaggio alle sorgenti della Senna per ritrovare sé stessi. L’inganno di una divinità ostile ed egoista. L’amore che vince tutto e vincitore governa il mondo. Omnia vincit amor, e da qui il più importante quesito da risolvere: ci sono regole cui Esso debba sottostare? Oppure è lo stesso amore che alle volte distrugge? Ambiguità, colpi di scena ed inganno, nascosti nelle pieghe dell’intreccio, pagina dopo pagina, traghetteranno il lettore al di là dello spazio e del tempo.
La seconda edizione è impreziosita dalle illustrazioni in bianco e nero, impregnate di simbologia, curate dallo stesso autore e dalla prefazione del poeta e saggista Antonio Venezianiche sottolinea: La Venere Rea è una favola crudele e violenta, tragica e burlesca, apocalittica e fortunata come le favole vere. È una favola che unisce in un misterioso gioco passato e presente, realtà e fantasia, sacro e profano, tutto senza un vero inizio e una vera fine, tutte senza una reale prosecuzione, se non l’incontro-scontro del fatal divenir. Così non è strano che i miti greci si trasformino in lettere sul quotidiano, in conversazioni di due ragazzi con un’amicizia virile forse un po’ troppo sbilanciata; sempre con paesaggi reali Parigi, Roma, le sorgenti del Senna; e paesaggi inventati, metafisici e metaforici. È un mescolarsi continuo di realtà e magia, di soprannaturale e di terreno, sempre sostenuto da una scrittura semplice, ma che non manca mai di soprassalti poetici o finto filosofici, che non guastano affatto.
No Maria, io esco!non è un’autobiografia di Tina Cipollari, anche se lei stessa, insieme a Simone Di Matteo, ne è autrice; né si può definire biografia, seppure si parla di qualcosa che fa parte della sua vita. Racconta i punti di vista di un personaggio televisivo, sulla propria vita e sulle proprie esperienze (televisive). È dunque il libro del personaggio televisivo della Vamp-pop che ogni pomeriggio appare nel variopinto e frizzante programma di Maria De Filippi, Uomini e Donne.
Con ritmi ragionati, parole assortite ad arte come in un negozio di cristalli preziosi, il lettore è condotto per mano all’interno di una dimensione irreale, di dodici infinite spirali intorno alle quali i pensieri si annodano e si deformano per poi tornare, alla fine, alla propria origine, senza essere, però, più uguali.
